Gesù Cristo

Qual è l’opera di Gesù Cristo

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Il risultato di quello che è stato affermato nei due paragrafi precedenti è il seguente: la salvezza è in concreto impossibile per l’uomo (Matteo 19:25-26). Tuttavia, la Bibbia proclama la buona notizia della salvezza per coloro che credono (Ef. 2:8-9), la quale è possibile solamente grazie a quello che Gesù Cristo ha fatto sulla croce. Questo è il terzo aspetto fondamentale del Vangelo di cui occorre essere a conoscenza – “Qual È L’Opera di Gesù Cristo.” L’uomo può essere salvato solo attraverso la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, l’unico uomo perfetto che sia mai vissuto sulla terra. Infatti, come le Scritture chiaramente affermano, Gesù non era solamente uomo (Fil. 2:6-7), ma anche pienamente Dio (Giov. 10:30; Col. 2:9; Tito 2:13). Egli viene rappresentato come la Parola che era prima della creazione (Giovanni 1:1, 14), e come il vero Dio (1 Giovanni 5:20). Infatti, Gesù è descritto dai Vangeli come adorato dagli uomini (Giovanni 20:28), e come Colui che perdona i peccati (Marco 2:5-12; Luca 7:37-38; Giov. 1:29; 1 Giov. 3:5) e dona la vita eterna (Giov. 10:28).
Gesù Cristo – Dio incarnato – è disceso dal cielo (Giovanni 3:13), manifestandosi in sembianza di carne di peccato (Giov. 1:14; Rom. 8:3; 1 Tim. 3:16: Ebrei 2:14). Egli non ha tratto vantaggio della Sua natura divina, ma piuttosto umiliò se stesso prendendo la forma di uomo e assumendo la condizione di servo morendo sulla croce per i peccatori (Fil. 2:6-8; Rom. 5:8). In altre parole, Gesù è venuto sulla terra per morire al posto dei peccatori che invece meritavano di morire per i propri peccati. Sulla croce Egli ha pagato la pena per i peccati di coloro che si pentono e credono in lui.

Gesù Cristo, che non ha conosciuto peccato (2 Cor. 5:21), è stato punito dal Padre al posto dei peccatori (Isaia 53:5, 10), affinché coloro che si pentono e credono in Lui possano avere il perdono dei peccati (Giov. 1:29; Ef. 1:7; Col 2:13; 1 Giov. 1:7; 3:5), ed essere liberati dal potere del peccato (Rom. 8:2-3; 1 Pietro 1:18 – 19), dal potere del diavolo (Col. 2:15; Ebrei 2:14-15) e dall’ira di Dio (1 Tess. 1:10; 5:9). Grazie all’opera di Gesù Cristo sulla croce, coloro che hanno fede in Lui diventano giustizia di Dio (2 Cor. 5:21). In poche parole, per mezzo del sangue di Gesù Cristo, Dio accetta come giusti coloro che sono uniti a Cristo mediante la fede (Rom. 3:25). Egli imputa a Suo Figlio i nostri peccati (2 Cor. 5:19, 21; 1 Pietro 2:24), mentre invece imputa a noi la giustizia di Suo figlio (2 Cor. 5:21; Isaia 61:10; Ger. 23:6). Anche se il peccato è ancora presente nei cristiani, essi sono comunque dichiarati giusti mediante la fede in Lui (Rom. 3:24; 4:16; Rom. 5:17-21) grazie all’imputazione a loro favore della giustizia di Cristo (Rom. 4:4-5; 1 Cor. 1:30). Perciò, mediante la sua morte Gesù riconcilia a Dio coloro che si pentono e credono in Lui (1 Pietro 3:18; Rom. 6:23).

Gesù non solo è morto sulla croce ma è anche risuscitato dai morti il ​​terzo giorno (1 Cor. 15:3-4), e il Padre lo ha sovranamente innalzato come Re e Signore (Fil. 2:9-11). Se Gesù non fosse risorto dai morti, i cristiani sarebbero rimasti nei loro peccati e la loro fede sarebbe vana (1 Cor. 15:14, 17). Ma la risurrezione di Gesù è attestata chiaramente dalla Parola di Dio (Matteo 28:9, 16-17; Marco 16:9; Luca 24:13-31, 34, 51; Giov. 20:18, 19, 24, 26 ; 21:21; Atti 1:9; 1 Cor. 15:6, 7, 8), ed è la prova che la punizione per i peccati del credente è stata pagata. La risurrezione di Gesù è la dimostrazione della Sua vittoria sulla morte cosicché anche coloro che credono in Lui saranno risuscitati dai morti (Rom. 6:5; Fil. 3:21; 1 Cor. 15:23).